Visualizzazione post con etichetta La rivoluzione industriale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La rivoluzione industriale. Mostra tutti i post

giovedì 6 giugno 2013

Protonindustria

Con protoindustria, termine che nasce nella seconda metà del Settecento, si intende una forma di organizzazione del lavoro che anticipa la struttura complessa del futuro sistema industriale.
In essa, i processi industriali iniziano ad essere gestisti da un lavoro corale in quanto il costo elevato della produzione impedisce al singolo artigiano di finanziare e realizzare l'intera attività. 
Un'esempio di protoindustria viene fornito dagli arsenali ossia degli "insediamenti adibiti alla costruzione, alla riparazione, all'immagazzinamento e alla fornitura di armi e munizioni" (http://it.wikipedia.org/wiki/Arsenale 06 Giugno 2013)

Arsenale di Venezia.
E' proprio in questo contesto che nasce la figura dell'imprenditore, ossia colui che investe in sistemi produttivi (macchine e strutture), affiancato dalla figura del tecnico, ossia colui che nella pratica coordina il lavoro. Interessante, inoltre, è notare come nel corso degli anni quest'attività si sia spostata sempre più da una sfera pubblica,  quale era ad esempio il mondo degli arsenali in cui il ruolo di imprenditore era rivestito dallo Stato, a una sfera privata, come avverrà in primo luogo nel mondo del tessile con l'industria del cotone e della seta.




domenica 12 maggio 2013

La porcellana

La porcellana è un particolare tipo di ceramica (dal greco keramos, terra bruciata) molto pregiata riconosciuta come oro bianco che venne per la prima volta prodotta in Cina durante la dinastia Tang. 


Esempio di porcellana cinese. 
"La produzione di porcellana si fonda sull'uso del caolino. Gli antichi cinesi riuscivano a rendere questo materiale particolarmente plastico aggiungendo urina. L’impasto di caolino e urina subiva un processo di manipolazione attraverso l'uso di bufali che, calpestandolo, rendevano l’impasto plastico e resistente allo stesso tempo, tanto da poterla ridurre a spessori simili a quelli della carta senza romperla durante la lavorazione." (http://bioslab.unile.it/allegati/4-ceramici_v3.pdf 11 Maggio 2013)


Il primo a testimoniare in Occidente l'esistenza di questo bene di lusso fu Marco Polo. 

Nel Settecento divenne una dei primi beni di importazione in Inghilterra e il suo commercio fu incentivato dal fatto che la società inglese fosse una grande consumatrice di tè. Il tè era solitamente bevuto in tazze di terracotta, ma ciò provocava degli inconvenienti. Infatti questo materiale si crepava facilmente col calore sprigionato dal tè e quindi gli inglesi erano costretti e diluirlo con il latte in modo tale da ridurre questo effetto (usanza che hanno mantenuto tutt'oggi). La porcellana, invece, è un materiale tanto fragile quanto resistente, per questo era considerata un prodotto privilegiato per bere il tè, oltre che raffinato, e quindi fondamentale per la vita di società della comunità inglese.

William Cookworthy (1705-1780) fu un farmacista e divenne un innovatore nel campo della produzione di porcellana, amico di James Cook e Joseph Banks.


Egli scoprì come il segreto delle porcellane cinesi stesse nell'impiego del caolino, una roccia sedimentaria di cui era ricca la Cornovaglia. Nel 1760 fondò una fabbrica di porcellana a Plymouth  che divenne famosa in pochissimo tempo. 
Figure che rappresentano i quattro continenti.


Tazza con i simboli di Plymouth.


Interessante è notare come i principi base della rivoluzione industriale avessero toccato anche questo campo. Ad esempio inizialmente le porcellane erano dipinte a mano, ma successivamente si capì che per ampliare e accrescerne il mercato si bisognasse operare una standardizzazione del manufatto per rendere più sostenibile una produzione che iniziava a specializzarsi. Ecco che le varie porcellane iniziarono ad essere stampate, mantenendo la stessa raffinatezza di quelle dipinte a mano, con la differenza che i prezzi divennero più economici e la distribuzione più veloce.



sabato 11 maggio 2013

Dalle grandi scoperte all'economia globale

James Cook (1728-1779) fu un esploratore e cartografo britannico che intraprese dei viaggi che segnarono la fine dell'epoca delle grandi scoperte e l'inizio dell'era di un'economia globale




Nel 1766 la Royal Society lo incaricò di effettuare una spedizione al fine di trovare la terra australis (http://it.wikipedia.org/wiki/Terra_Australis 11 Maggio 2013), ossia un continente mitico ed estremamente fertile nel quale nessuno era ancora approdato, al fine di conquistare delle colonie da sfruttare .




Rotte dei suoi viaggi: il primo viaggio in rosso, il secondo in verde, il terzo in blu.

Nel 1768 Cook fu il secondo europeo a raggiungere la Nuova Zelanda da dove successivamente si spostò verso l'Australia (primo viaggio, in rosso). Una figura fondamentale che intraprese questo viaggio al suo fianco fu Sir Joseph Banks (1743-1820), il botanico di bordo.


Satira su Banks intitolata: The Botanic Macaroni .(https://en.wikipedia.org/wiki/Macaroni_(fashion) 11 Maggio 2013)

Il suo contributo fu fondamentale in quanto non solo catalogò numerosissime specie vegetali incorporate nell'opera che prende il nome di Florilegium, scritta a due mani con Daniel Solander, ma perchè intuì l'importanza economica di queste speci, tra cui il, e delle relative piantagioni. Infatti, egli capì l'importanza di poterle importare in patria e avviare una produzione inglese delle stesse applicando i principi che stavano segnando le basi concettuali della rivoluzione inglese: la produzione in serie e la distribuzione massiva.

A chi fosse interessato al tema delle "Esplorazioni" suggerisco di visitare il seguente blog:
http://explorationandtechnology.blogspot.it/

venerdì 10 maggio 2013

La prima rivoluzione industriale: una breve introduzione

La rivoluzione industriale è stata un fenomeno culturale, sociale e tecnologico non discontinuo nella storia, come affermò David S. Landes (Vittorio Marchis, Storia delle macchine Tre millenni di cultura tecnologica, Editori Laterza, cap. 3, pag. 139), sebbene si possa ufficialmente collocare un suo inizio sin dai primi del Settecento.



Charlie Chaplin
In primo luogo, è importante notare come, in questo secolo, i governi di diversi stati abbiano operato una politica di innovazione nella diffusione delle arti e soprattutto del sapere tecnico attraverso le Accademie delle Scienze tra cui compaiono: la Royal Society (Inghilterra, 1662) e l'Accadémie Royal (Francia, 1666).
Questo concorso di conoscenze diede l'input a numerosissime invenzioni e innovazioni nell'ambito dell'impiego dei materiali e dei mezzi di comunicazione a tal punto che si parlò parallelamente, oltre che di rivoluzione industriale di rivoluzione del ferro e dei trasporti.


Rocket di George e Robert Stephenson (1829)
   

Ironbridge002.JPG

Iron bridge di John Wilkinson (1779)
Inoltre, si inizia ad abbandonare sempre più la "filosofia del pressapoco" per coltivare il paradigma della precisione. Di conseguenza, il progresso tecnologico viene indirizzato al miglioramento delle macchine al fine di renderle più robuste e precise al punto tale da relegare il ruolo dell'uomo a loro "protesi". 

Analizzando il fenomeno da un secondo punto di vista, si può affermare come la rivoluzione industriale abbia avuto origine in Inghilterra nei salotti da tè gregoriani.
Nel 1657 il fa la sua prima comparsa in Inghilterra inseme allo zucchero, alla porcellana e al cotone, tutti materiali di importazione. Il largo consumo da parte della società inglese di questi beni spinse a una serie di innovazioni tecnologiche che le permisero di emanciparsi da paesi quali la Cina, che detenevano il monopolio di queste materie, e di intraprendere un mercato concorrente.

                           

Questo contesto favorì la nascita del sistema industriale che nel corso del suo sviluppo andrà sempre più a spostare la propria attenzione da una cultura prettamente materiale a una attenta all'organizzazione razionale del lavoro (Vittorio Marchis, Storia delle macchine Tre millenni di cultura tecnologica, Editori Laterza, cap. 3, pag. 140).